Sulle tracce di Sebastian Knight, il primo romanzo americano di V.

Quanta differenza può fare scrivere in una lingua che non sia la propria lingua madre? Forse questa è una domanda che dovrei porre a Vladimir Nabokov, e molto probabilmente lui stesso mi direbbe di cercarne la risposta in La vera vita di Sebastian Knight, il suo primo libro scritto completamente in lingua inglese – compostoContinua a leggere “Sulle tracce di Sebastian Knight, il primo romanzo americano di V.”

Libri del cuore di quando ero bambina

Presto il mio universo diventerà qualche kg più pesante; mia sorella sarà una mamma e io una zia. Sulla porta appenderemo un fiocco rosa, e anche se un po’ mi fa paura credo che al mondo ci sia bisogno di qualche ragazza in più. Questo avvenimento ordinariamente straordinario mi ha fatto tornare indietro con laContinua a leggere “Libri del cuore di quando ero bambina”

I tratti dello scrittore

Lo zapping ormai è uno sport che si pratica su Instagram e io personalmente ne sono medaglia d’oro. Tra i vari tea detox e le varie foto di vacanze in posti esotici, ho notato una tendenza che mi ha fatto riflettere non poco. Una buona percentuale di influencer e blogger ad un certo punto dellaContinua a leggere “I tratti dello scrittore”

Paura tra le righe; cinque libri

Halloween è un periodo difficile, a dirla tutta lo è ottobre in generale. Tanto che alla fine l’ho certificato come patologia: mal d’ottobre. Ne soffro tipo da sempre e ogni anno si rinnova per un motivo X (forse non più così valido). Quando gli alberi iniziano a svestirsi delle loro foglie, io mi vesto diContinua a leggere “Paura tra le righe; cinque libri”

Wishlist eventi letterari 2018

Molto spesso a causa (o merito) del mio lavoro mi trovo a dover pianificare cose. Il che di per sé è una cosa meravigliosa, se solo non fosse che io sono il genere di persona che compra un’agenda nuova ogni anno, segna 5 appuntamenti e poi se ne dimentica. Questo può significare tre cose: HoContinua a leggere “Wishlist eventi letterari 2018”

Quel giorno in cui mi sono messa a pensare a James Joyce

Meno di una settimana fa è stato il cento trentaseiesimo compleanno di James Joyce; colui che ha capito meglio di tutti Freud. Ok, devo essere onesta – l’Ulisse rientra, insieme ad un altro paio di vergogne tipo L’idiota e Il nome della rosa,  nel breve elenco di libri che ho iniziato e mai finito. Tuttavia,Continua a leggere “Quel giorno in cui mi sono messa a pensare a James Joyce”