I Cani – se non mettete l’ultima noi non ce ne andiamo

Arrivo in ritardo – ma qualche giorno fa, Aurora, album dei Cani, ha compiuto 5 anni.

Aurora è come un bacio dato al grande amore senza sapere che questo, presto, diventerà ex. Non importa quanto tempo possa passare, rimarrai sempre e comunque ancorato a quel bacio, cercando di capire come hai fatto a non renderti conto che sarebbe stato l’ultimo.

E no, Niccolò – qualora te lo fossi chiesto – Sparire non era un messaggio chiaro.

Nemmeno con Alla fine del sogno, che hai sparato all’improvviso alla fine dello scorso vetusto anno, su SoundCloud, come se fossimo nel 2010, sei riuscito a convincermi che questo finale alla Rabelais “Tirate il sipario, la farsa è finita”sia poi quello giusto.

Magari accetto, ma non condivido.

Lo so, io lo so che la memoria e il tempo sanno essere più generosi con chi scompare presto, rimanendo così per sempre incatenato nella mente come giovane e splendente – ma dai – Niccolò – lo so io e lo sai tu. Tu – giovane e splendente, non lo sei mai stato.  Non si può essere giovani e splendenti e insieme far tesoro del silenzio e della malinconia.

Malinconia che non è tristezza, ma una resistenza ostinata all’ assedio della nostalgia.

Perché facciamo così difficoltà ad accettare che Niccolò Contessa – schivo e avulso ragazzo che ha iniziato la Sua carriera cantando del pranzo di Santo Stefano, con un sacchetto di carta in testa per coprirsi il volto, questo prima ancora che essere timidi diventasse di tendenza – abbia deciso di sparire dai radar?

Perché non possiamo scendere a patti con la realtà, ovvero che la sua decisione artistica, così coerente con la sua personalità di fisico esistenzialista, sia stata semplicemente quella di scomparire in una bolla pastello per tirare i fili di altri artisti con personalità multiple, espresse da nomi corali ed elettro-pop a gogo?

Io me lo chiedo quando sono in macchina con mia sorella, sulla tangenziale, e insieme ci ritroviamo a cantare a squarciagola “l’unica vera nostalgia che ho” come se Corso Trieste fosse uscita ieri.

Me lo sono chiesta quando il giorno del mio 26° compleanno mi sono svegliata e su Spotify c’era Nascosta in piena vista. Fuori a metà di un silenzio che per tutti era una mossa di marketing. Ed eccolo, l’ atteso grande ritorno, solo una manciata di minuti, per giunta intitolati come la mia tesi scritta su Véra Nabokov – manco fosse un regalo per me.

Me lo chiedo quando penso al ragazzo che mi piaceva al liceo, animato da un generico quanto autentico fascismo testimoniato ad esempio dagli adesivi sul casco.

Me lo chiedo ogni volta che piove, e allora ascolto il Posto più freddo, e mi materializzo sul tram 19.

Sogniamo un ritorno perché abbiamo davvero bisogno di un quarto album, o perché non vogliamo lasciare andare la musica dei ritorni a casa con il freddo in faccia e il sudore sotto la giacca?

Siamo forse così riluttanti nell’accettare la resa dei Cani perché questo significa che dobbiamo andare avanti anche noi?

Certa è sicuramente una cosa – lezioni a parte: la musica bella è sempre quella che sceglieresti come colonna sonora per un film sulla tua vita.

Chi è cresciuto con I Cani in fondo lo sa – e non ci si poteva aspettare niente di diverso da una band di individui soli, se non un lunghissimo bip piazzato sul più bello di una base epica, composta ad arte, con il sintetizzatore da cameretta.

Ti ringraziamo per il finale post punk Niccolò – però se puoi – dicci ancora qualcosa, qualunque cosa, anche una cosa stupida.

Foto di copertina: Aurora Tour, Roma, Atlantico,24 febbraio 2016

-Viola

Pubblicato da Viola

Viola ha i capelli ricci, le gambe lunghe e lo sguardo confuso. Cresciuta qui e là, coltiva un appetito per i libri e il sogno difficile di potersi - un giorno - definire scrittrice. Innamorata della letteratura russa l'ha pure studiata...poi ha vagato facendo attenzione a non perdersi mai. Terrorizzata dalla monotonia, adesso è avventuriera nel mondo della comunicazione dove lavora come copy editor e social media manager per chi le dà fiducia. Ama il caffè, New York, il Barone Rampante, Vera Nabokov, la liquirizia, i bulldog francesi e le peonie. Dorme poco e spesso morde. Casa di Hogwarts: Serpeverde

2 pensieri riguardo “I Cani – se non mettete l’ultima noi non ce ne andiamo

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