Un adorabile cliché: parole d’amore a San Valentino

Oggi inaspettatamente mi trovo ad alimentare questa marea di articoli, post e immagini che invadono internet il giorno di San Valentino. Dico inaspettatamente perché non mi sarei mai aspettata di cadere in quel cliché di ragazza sdolcinata e romantica che scrive cose dolci il giorno della festa degli innamorati…e invece a volte non c’è niente di più giusto dei cliché. Se c’è una cosa in cui credo e in cui ho sempre creduto è che le parole e l’amore muovano il mondo…quindi cosa c’è di meglio di un po’ di parole d’amore?

Negli ultimi tempi ho notato come sia paradossale il fatto che siamo circondati d’amore e spesso neanche ce ne accorgiamo. Siamo troppo impegnati a credere che non esista, che l’ultima volta è andata male e non ci sarà nessuno in grado di amarci come chi ci ha amato prima. Oppure siamo rimasti talmente delusi e scottati che non ci prendiamo il rischio di crederci ancora, perché poi potrebbe fare male. Quando arriva però, l’amore, mica ti avverte, mica lo puoi controllare. Non lo sai, non te lo aspetti, giri l’angolo ed è lì, che tu fai pure un po’ di fatica a riconoscerlo. Poi però lo guardi bene, e capisci che è lui, perché vedi te.

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Perché l’amore non lo gestisci, non lo freni, arriva come una scossa, e ti fulmina e tu lo capisci subito che sei esattamente dove vorresti essere con chi vorresti essere. L’amore è quando ti tremano le gambe e non perché fa freddo, sono mani che si incastrano perfettamente, è fare la spesa insieme, è stare con i piedi per terra e la testa sulla luna, è fare tardi per tutto il resto ma essere in tempo con te stesso. L’amore sono soprannomi buffi, parole improbabili e sussurri all’orecchio. L’amore sono due occhi profondi che non smetteresti mai di guardarci dentro, e ogni volta che ci guardi ci vedi te stesso. L’amore è ridere insieme, di un film, di un amico, dei propri difetti. L’amore è non avere fame, è non avere sonno, è tornare a casa saltellando. È condividere il silenzio e non avere bisogno di parole, che a volte le parole sono superflue, che a volte la bocca dice una cosa ma gli occhi e il cuore ne dicono un’altra…e l’amore è anche quello, saper riconoscere che cosa dicono gli occhi dell’altro, anche quando ha paura. L’amore è avere coraggio per tutti e due. L’amore è fare un passo indietro per dare spazio, per poi capire che quel passo indietro è un passo avanti.

Prima di poter vivere questo però, è necessario ed indispensabile più di tutto, fare quella cosa che si dice sempre: amare sé stessi. Sembra facile detta così, che ci vuole? Ci vuole fatica e coraggio per riconoscere i propri desideri, per realizzarli, per concedersi la meraviglia ogni giorno, per non lasciarsi abbattere dalle delusioni, che inevitabilmente ci sono, ma trarre il buono da ogni cosa e portarlo con sé. E se non è facile amare noi stessi come pensiamo di poter davvero amare qualcun altro? Perché l’amore non è essere due metà di un intero, ma due interi che si riconoscono e si scelgono.

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Dunque, per quel poco che ne so, credo che sia questo l’amore, quando qualcuno ti riconosce, ti sceglie, si accorge che sei pronto, e ti mostra la magia, ti ci fa credere davvero. Ti mostra la bellezza che non riuscivi a vedere e che per lui è nitida, ti tiene per mano, ti guarda e ti vede, si vede. La parte più difficile viene se poi quel qualcuno quella magia un po’ la scorda, la perde. È la parte più dolorosa, che a volte ci fa mettere in dubbio tutto, che ci fa chiedere se fosse vero, che ci fa pensare che non sia giusto. È lì che non dobbiamo mai, mai, dimenticare. Perché se ci togliamo quel ricordo, se ci togliamo quei momenti, se perdiamo quei sorrisi, se perdiamo quegli occhi che ci facevano sentire bellissimi come non ci siamo sentiti mai, perdiamo anche le nostre possibilità di amare ed essere amati ancora, e crediamo che siano rimaste lì, in quel rapporto…e invece dobbiamo portarle con noi.

Ed eccolo qui il tanto chiacchierato “amore per noi stessi”, quando nonostante ci dispiaccia, nonostante il dolore, nonostante la fatica, noi ricordiamo tutto e continuiamo a sentirci bellissimi, in grado di amare e di essere amati…perché oramai lo sappiamo, perché un giorno qualcuno ci ha fatto vedere che è vero, che possiamo farlo…ed aveva ragione.

FIORE

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