“Figlia del mondo, con miliardi di fratelli.”

Ho viaggiato sola, ho scoperto, ho chiesto, ho fatto di necessità virtù. Ho capito che le persone possono essere una scoperta continua, che le culture degli altri sono un dono che può arricchirti, e non una barriera. Ho imparato che si può comunicare anche senza conoscere bene la lingua degli altri e che a volte si comunica di più senza parlare.
Ho condiviso la stanza con sconosciute, ho mangiato cibo diverso e bevuto caffè un po’ annacquato, e va benissimo così.
Ho conosciuto ragazzi provenienti da tante parti d’Europa, che per 9 giorni sono stati una famiglia, sono stati il mio “Enjoy your meal”, che mi prendevano in giro per la mia pronuncia, che “what is coatta?”, che mi hanno fatto tanto ridere, che hanno avuto più febbre loro in tre giorni che io in una vita.
Ieri, alla fine di questo meraviglioso viaggio, ci hanno chiesto come torniamo a casa. Io torno a casa felice e grata.

Grazie a SOS Europa e alle persone che ne fanno parte, per avermi permesso di fare questa esperienza ed aver visto in me la possibilità di crescere scoprendo cosa c’è al di là della paura.
Grazie a tutti coloro che hanno tanto lavorato a questo progetto, giorno e notte, per renderlo reale, per renderlo ciò che è stato: arricchente, pieno, bello.
Grazie all’UE che permette ai giovani di incontrarsi, di costruire qualcosa insieme, di scambiare, di essere parte di un tutto.
Grazie ad ogni singola persona che ho incontrato lì, a Galati, città della Romania..perché da ognuno ho imparato qualcosa.
Sono grata per i miei occhi, per quello che hanno visto, per quello che ancora vedranno. Grata per i sorrisi, per le parole nuove che ho imparato, per quelle che scriverò, per le storie, per la magia.
Stamattina, nostalgica e un po’ triste, ho aperto la porta da cui decine di volte ho fatto avanti e indietro questi giorni e ho visto questo, e ho capito che era un bel modo per andare.

violaefiorefiorevainromania
So guys, interessiamoci al mondo, a chi è diverso da noi, a chi non mangia come noi, a chi non pensa come noi, a chi non parla come noi, e forse capiremo sempre più, che prima di essere di qualsiasi cittadinanza, siamo tutti figli del mondo.
Io è così che torno casa: figlia del mondo, con miliardi di fratelli.

FIORE

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