Scacco matto

“Non io, non Hermione…Tu!”

Una delle frasi più belle dei film di Harry Potter per me, viene pronunciata da Ron in “Harry Potter e la pietra filosofale”. Harry, Ron ed Hermione si trovano a dover giocare una partita a scacchi decisiva e a dover essere loro stessi le pedine sulla scacchiera. Gli scacchi dei maghi però, si animano e colpiscono davvero i pezzi avversari quando li mangiano, e Ron sapeva benissimo che si sarebbe fatto molto male nel momento in cui la regina avversaria lo avrebbe mangiato. Fare questa mossa però, avrebbe consentito ad Harry di fare scacco matto subito dopo.

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Quando Harry comprende quello che Ron ha intenzione di fare, cerca di bloccarlo, ma lui gli risponde con queste parole:

“Harry sei tu quello che deve continuare, lo so. Non io, non Hermione…Tu!

Questa è la mia frase preferita perché palesa due cose importantissime, che quasi sembrano contraddittorie ma che in realtà non lo sono affatto, sono anzi complementari. La prima è che senza l’aiuto delle persone che ci amano e che amiamo non possiamo vincere davvero le nostre battaglie, le nostre paure. La seconda è che non possiamo farlo neanche senza la nostra individualità ed il nostro coraggio.

Non possiamo essere interi e realizzati senza i nostri affetti e i nostri rapporti con gli altri, ma non possiamo esserlo neanche senza lottare noi stessi in prima persona. 

Ci sono delle battaglie, a volte molto dolorose, che ognuno di noi combatte ogni giorno, e quelle battaglie non sarebbero le stesse senza le persone che ci amano, senza le persone che nei momenti in cui crediamo di cedere ci mostrano che invece siamo in grado, ci mostrano la strada, ci accompagnano nel percorrerla. Ci sono dei momenti però, in cui quella battaglia, per quanto condivisa e sentita dagli altri, dobbiamo vincerla da soli. Quel salto in avanti che stiamo per fare è il nostro, e se è vero che senza qualcuno che ci spinge e ci incoraggia forse non avremmo avuto neanche il coraggio di saltare, è altrettanto vero che, mentre siamo in aria, siamo noi che dobbiamo salire, siamo noi che dobbiamo trovare il coraggio di andare.

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Ed è qui che mi ha colpito Ron. Ron, che è sempre stato il più buffo del trio, il più fifone, quello con la testa fra le nuvole, quello che aveva sempre fame, quello che avrebbe preferito in mille occasioni restare a casa piuttosto che andare a cercare di sconfiggere il male in giro per il mondo con i suoi amici, ha mostrato qui, all’inizio della storia, al primo vero incontro con la malvagità, di essere coraggioso e fedele, di comprendere l’importanza del percorso dell’altro e di non abbandonarlo fino alla fine, rischiando anche di farsi molto male.

Ecco, credo che dovremmo tutti quanti essere un po’ più come Ron, aiutando le persone che amiamo a vincere la loro partita, restando sempre al loro fianco e comprendendo qual è il momento di lasciare che vadano da soli. Noi non possiamo vincerla per loro, ma possiamo aiutarli a fare scacco matto.

– FIORE

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