Diego F. Barros: editore argentino con sguardo da sociologo

Pochi mesi fa, la nostra intervista a Giorgia Sallusti, libraia della libreria indipendente “Il Giardino del Mago”, ha viaggiato per chilometri attraversando l’oceano, sino ad arrivare in Argentina, dove ha attirato l’attenzione del blogger ed editore Diego F. Barros. Abbiamo avuto il piacere di parlare con lui tramite mail e ci ha raccontato un po’ della sua esperienza in campo editoriale.

Presentati e raccontaci un po’ come hai cominciato.

Nasco sociologo e sebbene in principio io mi sia dedicato alla sociologia politica, dopo aver fatto un primo percorso lavorativo in case editrici, ho voluto coniugare la mia formazione accademica di base con il mio lavoro quotidiano in casa editrice. Successivamente ho fatto un master in sociologia della cultura e da quel punto in poi, non ho potuto smettere di produrre riflessioni ed analisi sul mestiere editoriale.
Mi sono sempre preoccupato della formazione di coloro che lavorano nelle case editrici, e da piú di dieci anni, sono docente nel corso di produzione editoriale dedicato a giovani editori, che decidono di formarsi in questa professione.
Su consiglio di un mio amico e collega, ho deciso dunque di aprire un blog, da riempire con le mie esperienze e riflessioni sul mondo della lettura, dell’editoria e del libro.
Cinque anni fa è nato “Razones editoriales. Foro para una edición crítica” e quest’anno, sono 25 anni che lavoro come editore.

Secondo quale criterio scegli gli argomenti, gli autori e i libri di cui parlare?

Ho sempre voluto che “Razones editoriales” fosse uno spazio per contenuti originali e allo stesso tempo un foro in cui riflettere delle molte prospettive professionali che il mondo dei libri e del lavoro editoriale offrono. Evito di pubblicare contenuti già visti in altri blog o riviste cercando di dare spazio a veri intenditori del settore. D’altra parte per me è sempre stato fondamentale che il blog fosse curato, non solo dal punto di vista dei testi, ma anche dal punto di vista visivo.
Esattamente come funziona la pubblicazione di un libro che deve essere attraente non solo per la storia e la scrittura, ma anche per la copertina.

Chi è la tua principale fonte di ispirazione e perchè?

La mia professione è la mia principale ispirazione. Pensare l’idea, vivere intensamente il rapporto con l’autore e immaginare visivamente il libro. Poi mandarlo in stampa, per vedere, sentire e anche sperimentare l’odore di quel libro per tanto tempo prima immaginato.

diegofbarrosviolaefioreeditoriabloggereditorerazoneseditorialesCome definiresti il panorama culturale argentino?

Panorama sempre complesso. Verso la metà del XX secolo, l’Argentina è stata un faro per l’editoria di lingua spagnola, verso la seconda metà del secolo scorso ha perso il suo posto senza recuperarlo. La responsabilità è probabilmente dell’ economia argentina, purtroppo oscillante, che non ha permesso agli imprenditori editoriali di mantenere una prospettiva salda sui progetti editoriali.
La democrazia instaurata nel nostro paese nel 1983 ci ha reso liberi di scrivere ciò che vogliamo, ma dal punto di vista del dibattito profondo, serio e ricco sulla cultura e sulla società, c’è ancora molta strada da fare.

In che modo “Razones editoriales” ha influito sulla tua vita?

Il mio blog é stato ed é uno spazio significativo nella mia vita, un potente mezzo di transizione tra l’analogico e il digitale. Se lo analizzo da un punto di vista personale, posso dire che è il mio luogo di sintesi produttiva e creativa delle due attivitá che amo: la sociologia ed il lavoro editoriale. Dal punto di vista professionale lo reputo uno strumento utile per farmi conoscere, altamente considerato dai colleghi e nel campo in generale.

Quali sono i tuoi progetti futuri e cosa consigli agli aspiranti editori?

Il mio progetto per il futuro è riuscire a coniugare il mio lavoro con “i libri degli altri” ( come diceva Italo Calvino) con il lavoro sul mio – ne ho due o tre in coda.
Agli aspiranti editori mi sento di dare un solo ma credo, fondamentale, consiglio: siate preparati.
Non importa in quale disciplina o in che campo della conoscenza, ma fate in modo di avere un’ampia e solida cultura che vi metta nelle condizioni ideali per produrre un progetto editoriale che sia serio, creativo ed originale.

Un grazie speciale a Diego, per averci dedicato il suo tempo e permesso di guardare con un occhio ancora diverso al mondo dei libri.

VIOLA E FIORE 

 

 

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